Juve, usiamo questa crisi per diventare più forti!

La Juventus sta attraversando un periodo difficile ma da deve trasformare questa crisi in un’occasione per capire quali limiti superare per diventare una squadra ancora più forte.

Un calo fisico e psicologico era prevedibile, meno prevedibile era perdere contemporaneamente Chiellini, Bonucci, Barzagli e Benatia. Probabilmente Allegri immaginava che in questa fase ci sarebbe stato un rallentamento in campionato meno aspettata era invece l’eliminazione in Coppa Italia.

La crisi attuale dipende essenzialmente da 4 fattori:

  • Condizione fisica che non permette alla squadra di correre 90 minuti.
  • Importanti assenze difensive.
  • Numerosi errori tecnici commessi dai giocatori.
  • Errori tecnici commessi da Allegri.

Per diventare ancora più forti è giusto analizzare questi problemi e risolverli.

Il ritardo di condizione fisica riteniamo sia una scelta per distribuire i carichi di lavoro in modo da arrivare in buone condizioni alla sfida di Champions League con l’Atletico Madrid. Gli infortuni sono difficilmente prevedibili, forse Benatia poteva essere trattenuto, ma riteniamo che la sua presenza non avrebbe cambiato la situazione.

Tuttavia l’assenza contemporanea di Chiellini e Bonucci ha dimostrato che la loro classe ha nascosto i problemi nella fase difensiva della Juventus. Quando la squadra non è fisicamente al 100% e senza la coppia di centrali titolari la squadra non può supportare 2 terzini aggressivi (Cancelo, Alex Sandro o Spinazzola) e tre attaccanti.

Allegri (e qui arriviamo agli errori commessi da Lui) avrebbe dovuto prevedere questa difficoltà e schierare una formazione più equilibrata. Le soluzioni non mancano, ad esempio con De Sciglio terzino e Cancelo a centrocampo, oppure con Cancelo a sinistra, oppure passando ad un 3-5-2.

Infine bisogna capire il motivo dei tanti errori tecnici commessi dai giocatori nelle ultime partite. Cancelo che perde troppi palloni, Rugani in ritardo nelle chiusure, Mandzukic che non spazza via, Caceres che va a saltare in area avversaria invece di restare dietro a difendere il vantaggio e tanti altri. Anche in questo caso deve essere l’allenatore a chiarire ai giocatori cosa fare e cosa non fare in situazioni d’emergenza. In questa fase serve la semplicità delle giocate e non il colpo ad effetto. Ci sono situazioni in cui è giusto rischiare ed altre in cui bisogna essere umili ed essere consapevoli dei propri limiti.

 

 

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