Perdere una partita non è un dramma, ma la Juve non può giocare così male.


Facciamo fatica a ricordare l’ultima partita persa dalla Juventus prima della sconfitta di Bergamo, in Coppa Italia poi erano 4 anni consecutivi che i bianconeri trionfavano. Per queste ragioni non si può certo condannare una squadra per una sola sconfitta avvenuta per mano di un’ottima squadra come l’Atalanta vista in Coppa Italia l’altra sera. Ma se il risultato e la sconfitta non sono criticabili, non possiamo dire la stessa cosa per il gioco che la squadra ha espresso contro i bergamaschi e contro la Lazio in campionato pochi giorni prima, la Juventus non può giocare così male!

Gli infortuni e le prestazioni degli avversari non devono essere una scusante per una squadra che vuole vincere la Champions League. Con Bonucci e Chiellini in campo forse (e dico forse) sarebbe stata una partita diversa, ma il problema non sono i gol presi ma l’incapacità della squadra (soprattutto nel primo tempo di entrambe le partite) di costruire gioco, di uscire dal pressing avversario. In alcuni casi sembra quasi che i giocatori non sappiano cosa fare, come se non ci fossero automatismi e schemi preparati in settimana.

Contro l’Atalanta e la Lazio ci sono stati tanti errori tecnici da parte dei giocatori, ma se questi si possono attribuire ad un periodo no e sono risolvibili, l‘incapacità di fare gioco è un problema più grave e più difficile da risolvere.

Sappiamo che Allegri è da sempre un allenatore poco legato a schemi e moduli e che preferisce lasciare i giocatori liberi di esprimersi per dare alla squadra maggiore imprevedibilità, ma questa filosofia entra in crisi quando i giocatori non sono nella giornata ideale, quando Ronaldo, Cancelo, Dybala o altri non hanno quello spunto in più che decide la partita. In questi casi dovrebbe essere il gioco, il collettivo a sostenere i campioni in campo e non il viceversa.

Nessun dramma, del resto la Coppa Italia non era certo il primo obbiettivo di quest’anno, ma bisogna prepararsi ad affrontare diversamente le partite in cui i campioni non brillano, perché potrebbe capitare anche in Champions di affrontare partite difficili con la squadra non al meglio e in quel caso perdere giocando così male sarebbe ben più doloroso.

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